Acqua ai bambini durante lo svezzamento: quanta acqua, quale dare e come scegliere la tazza idonea

Acqua ai bambini durante lo svezzamento: quanta acqua, quale dare e come scegliere la tazza idonea

Nel corso dello svezzamento i bimbi vengono a conoscenza di un innovativa metodica di nutrimento, accostando al latte della madre ulteriori cibi, che siano essi solidificati oppure liquidi.

Risulta essere in codesto periodo che le madri cominciano a dare l’acqua ai neonati, adoperando procedimenti e conveniente tazze al fine di agevolare l’apprendimento del beveraggio singolarmente, nella maniera maggiormente esemplificata.

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Quanta acqua devono bere i bambini?

Inizialmente, risultano bastevoli ridotti quantitativi di acqua, da far deglutire in ridotte tazze oppure con il biberon, poiché i bimbi somministrano ancora latte nel corso del giorno. Nel momento in cui raggiungono 1 anno vitale, diminuendo i dosaggi del latte della madre, le necessità di acqua devono essere incrementate, sino ad 1 litro al dì, sino a raggiungere ai 3 anni di età dove la somministrazione deve essere maggiore.

L’OMS consiglia il solo nutrimento al seno sino ai 6 mesi di età, ovviando l’agglomerazione di acqua ed ulteriori liquidi, quali camomille e tisane, che causano il riempimento inefficiente dello stomaco, conferendogli uno scorretto senso di appetenza. Una ridotta aggiunta risulta essenziale soltanto in caso di temperatura calda elevata, nel caso in cui il bambino abbia febbre oppure susseguentemente a situazioni di rigurgito oppure dissenteria, al fine di integrare l’elevata fuoriuscita di liquidi.

Risulta tuttavia essere situazioni consuete. Si raccomanda di avviare l’abbeveraggio di acqua successivamente ai sei mesi, durante la fase dello svezzamento, iniziando con un ridotto quantitativo di acqua.

Quale acqua scegliere

Nel caso in cui si stia crescendo il primo figlio, un quesito risulta essere naturale, ossia quale acqua scegliere. Risulta opportuno prediligere una tipologia di acqua oligominerale naturale, che non sia effervescente.

Bisogna prediligere una bottiglia di vetro, in quanto il vetro, contrariamente alla plastica, risulta in minor misura logorabile. Per quanto concerne l’acqua del rubinetto, bisogna osservare che l’acqua sia potabile e se si abita in aree all’interno del quale l’acqua del rubinetto, anche se potabile, non risulta essere ritenuta sicura.

Si raccomanda di portarla ad ebollizione antecedentemente alla somministrazione dei bambini oppure di prediligere acqua in bottiglia. Le acque minerali risultano similari, dunque primario fattore da evidenziare risulta essere il quantitativo di minerali presenti all’interno dell’acqua e che formano ciò che viene denominato residuo fisso. Codesto tasso sta a rappresentare il quantitativo di minerali che rimangono all’interno dell’acqua successivamente all’aver raggiunto l’ebollizione.

A seconda della suddivisione, risulta possibile differenziare le acque minerali in 4 tipi:

  • residuo fisso inferiore ai 50 mg/lt (acque mineralizzate al minimo)
  • residuo fisso fra i 50 e i 500 ml/lt (acque oligominerali oppure lievemente mineralizzate
  • residuo fisso fra i 500 e 1500 ml/lt (acque medio minerali)
  • residuo fisso superiore a 1500 ml/lt (acque abbondanti di minerali)

In base a codesta classificazione, dunque, l’acqua maggiormente indicata per i neonati risulta essere quella avente un quantitativo di sali minerali non maggiore a 140 ml/lt poiché il latte risulta essere abbondante di codeste sostanze.

Il pericolo di utilizzare un’acqua abbondante di residuo fisso risulta essere quella di caricare eccessivamente i reni che risultano in crescita. Sino ad 1 anno di età i bimbi non conoscono il nutrimento spontaneo, dunque necessitano di supervisione fino al raggiungimento dell’autosufficienza.

Passaggi essenziali al fine di apprendere l’abbeveramento autonomo e naturale, risultano essere:

  • anzitutto iniziare con ridotti quantitativi di liquido per poi accrescere man mano
  • i bambini devono apprendere il modo di espellere il labbro inferiore esternamente e stabilizzare lo stesso superficialmente alla bordatura del bicchiere
  • la lingua deve restare all’interno della bocca e non adoperarla sotto forma di suzione
  • la testa deve rimanere diritta, ovviando l’elevato abbassamento del capo indietro
  • passo dopo passo il bimbo apprendere il controllo del liquido nella cavità orale e ingoiarlo ovviando complessità

Come scegliere la tazza idonea

Al fine di agevolare codesto accrescimento, metodica favorevole risulta essere quella di permettere l’abbeveraggio dei bimbi in tazze confortevoli e maneggiabili, ideate in base all’età, che siano al loro fianco durante i vari passaggi di accrescimento donando coraggio nell’abbeverarsi autonomamente nella maniera maggiormente esemplificata.

Primaria tazza per bimbi vanta di tre peculiarità particolari: beccucci e bordatura ideati al fine di agevolare il corretto posizionamento delle labbra, una valvola eliminabile al fine di permettere l’apprendimento del bere ai bimbi, riduttori di flusso che agevolino i bimbi a controllare il quantitativo di liquido, leggerezza e manualità al fine di equipararsi alle potenzialità motorie dei bambini.

Risulta in aggiunta essenziale che le tazze per bimbi siano piacevoli all’esterno e ricolme di disegni e colori, al fine di richiamare l’attenzione del bambino ed incentivarlo a bere. Successivamente, in base alla fascia d’età, ciascuna tipologia di tazza vanta di peculiarità differenti:

  • nel corso dei 4 mesi di età, nel momento in cui i neonati apprendono la replica del succhiaggio, risulta consigliabile utilizzare una tazza similare al biberon al fine di agevolare un progressivo ed esemplificato attraversamento dall’allattamento al seno all’apprendimento di un’innovativa metodica di nutrizione
  • dai 6 ai 9 mesi, e dunque fase durante il quale subentrano modifiche essenziali, come la somministrazione di un atteggiamento posturale dritto, la fuoriuscita dei primari denti e il cambiamento per quanto concerne il succhiaggio, si raccomanda una tazza ergonomica idonea al fine di incentivare l’accrescimento della potenzialità
  • al raggiungimento del primario anno di età, con il raggiungimento del coordinamento fra ingoiamento ed attività respiratoria nel corso dell’abbeveraggio, apprendendo la regolamentazione del reflusso liquido, le tazze consigliate devono permettere di abbeverarsi in maniera indipendente, chiudendo le labbra e ovviando di far cadere l’acqua. Raccomandate sono le tazze che formano la potenzialità dei bimbi di abbeverarsi con la cannuccia
  • dai 14 mesi a salire, nel momento in cui i bimbi hanno un proprio stile di vita e necessitano di abbeverarsi con contiguità, le tazze per bimbi devono incentivare di abbeverarsi in modo naturale e con la metodica maggiormente pratica, pur essendo in moto

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