Dislessia: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Dislessia: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere un fastidio peculiare della cognizione, che subentra all’avviamento dell’attività scolastica e compromette l’attività di lettura e di scrittura, in maniera giusta e lineare, è la dislessia.

Che cos’è la Dislessia?

Il soggetto affetto risulta essere un soggetto avente problemi nel leggere e nello scrivere. Non risulta essere una patologia, altresì una disabilità da non confondere con l’alessia, la quale è una patologia che compromette la mancanza delle potenzialità di cognizione essenziali per lo svolgimento dell’attività di lettura.

Noti come DSA, i fastidi peculiari di cognizione risultano essere patologie che compromettono le potenzialità essenziali per la crescita. I fastidi peculiari, al di là della dislessia, risultano essere:

  • disortografia, e dunque impossibilità di esprimersi adeguatamente
  • disgrafia, e dunque complessità di scrivere lettere e numeri
  • discalculia, e dunque complessità di calcolare

Pertanto, la dislessia risulta essere una patologia contigua, dunque che perduta per tutto il lasso temporale della vita. Ciò nonostante, mediante metodiche particolari, ad oggi, i soggetti affetti da dislessia manifestano le probabilità di vivere una vita regolare. Ricerche nell’ambito della scienza, difatti, affermano che i soggetti affetti da dislessia hanno competenze medie e medesime possibilità di affermazione a scuola e a lavoro, dei pazienti che non sono affetti da dislessia.

Il corretto subentro risulta essere sconosciuto. Tuttavia, è opportuno affermare che facendo fede a sorgenti anglosassoni, in Inghilterra 2 soggetti ogni 20 sono dislessici. La diagnosi risulta comunitaria negli uomini a differenza delle donne, sebbene vi siano differenti studi che affermano che la dislessia subentri similmente sia nei soggetti maschili che femminili.

Cause della Dislessia

Il movente della dislessia risulta tutt’oggi ignoto. In merito, ciò nonostante, vi sono differenti ricerche riguardanti l’ignota capacità di esprimersi. L’affermazione che la dislessia dipenda dall’ignota espressività di determinati geni risulta strutturata su particolari valutazioni nell’ambito della scienza.

Specialmente, risulta nascere dall’attestazione che vi siano differenti geni coesi alle potenzialità di leggere e parlare e che la modificazione di codesti geni ostacoli la funzionalità delle zone del cervello coese alla capacità di lettura e all’abbinamento giusto delle lettere e dei suoni. Inoltre, coloro che sono affetti da dislessia risultano essere parte di un complesso familiare, all’interno del quale codesto fastidio risulta contiguo, similmente ad una disabilità ereditaria.

Pertanto, durante la lettura, i soggetti affetti da dislessia manifestano complessità di coesione delle lettere e dei suoni, e dunque mancata capacità di formare parole. Mettendo a confronto soggetti affetti da dislessia con soggetti sani, risulta evidenziabile che i soggetti in buona salute non hanno complessità nel congiungere la lettera al suono medesimo, similmente alla mancata problematicità di combinare i suoni affinché venga pronunciata la parola.

Pertanto, la dislessia risulta essere coesa alla funzione cerebrale atipica. L’attestazione si deve a ricerche nell’ambito della scienza in merito alla funzione del sistema nervoso dei soggetti affetti da dislessia, ricerche dal quale risulta evidenziato che:

  • l’emisfero sinistro del sistema nervoso manipola la potenzialità di scrivere e leggere e dunque di parlare, che in questo caso risulta in minor misura attivo
  • l’emisfero destro del cervello, il quale risulta essere maggiormente attivo, al fine di bilanciare l’assenza dell’emisfero cerebrale sinistro
  • lobo frontale del sistema nervoso, il quale risulta essere maggiormente attivo rispetto alle persone in buona salute
  • lobo temporale sinistro, e dunque zona del cervello che manipola la creazione dei suoni, il quale risulta essere in minor misura attivo nei soggetti in buona salute
  • corpo calloso, avente grandezze differenti rispetto alla normalità
  • vi è una bassa potenzialità mnemonica verbale

Sintomi della Dislessia

Ciascun soggetto dislessico manifesta sintomatologie differenti. La complessità nel leggere e nell’apprendimento, risultano essere sintomi essenziali e maggiormente particolari della dislessia. Inoltre, si aggiungono problematicità nell’esprimere correttamente le parole e dunque conversare e nell’usare i corretti termini al fine di segnalare oggettistica e persone.

La patologia subentra in maniera apodittica, con sintomatologie e lesioni particolari, nel momento in cui il soggetto viene iscritto a scuola. Difatti, peculiari sintomatologie prevedono:

  • scarsa potenzialità di riconoscere le lettere dell’alfabeto e dunque ricordarle
  • complessità nel memorizzare filastrocche e frasi in rima
  • ridotta potenzialità nel costruire frasi
  • ridotta proprietà di linguaggio
  • complessità di apprendimento
  • complessità di pronuncia

Le complessità di lettura portano il soggetto affetto da dislessia a smettere l’attività di lettura e dunque ostacolare l’acquisizione ed i corrispettivi esiti a scuola.

Durante l’adolescenza e susseguentemente durante la fase adulta, il soggetto affetto da dislessia presenta ulteriori problemi, di cui:

  • complessità nel riportare su carta le nozioni spiegate oppure testi
  • ridotta potenzialità di redigere un tema, una lettera oppure portare avanti rapporti di lavoro
  • complessità nello scrivere presentazioni personali
  • problematicità di ortografia
  • complessità nel tenere a mente i codici e i numeri di cellulare
  • complessità nell’apprendere lingue

Con lo sviluppo, in aggiunta, il paziente dislessico conosce le corrispettive invalidità, manifestando atteggiamenti comportamentali che ovviano l’insicurezza causa dell’esibizione dei problemi. Tuttavia, per cause ignote, il soggetto affetto da dislessia risulta solitamente coeso a:

  • discalculia
  • disgrafia
  • ridotta potenzialità mnemonica
  • fastidio della redazione uditiva centrale
  • disprassia
  • ridotta potenzialità di pianificazione
  • ridotta attenzione ed elevata vivacità

In mancanza di trattamenti specifici, i soggetti affetti da dislessia manifestano stati depressivi causa dell’insicurezza e dell’inferiorità rispetto ad ulteriori soggetti. Codesto stato depressivo risulta passivo in relazione alo stile di vita del soggetto affetto da dislessia.

Diagnosi della Dislessia

Solitamente, la diagnosi della dislessia compromette un gruppo di specialisti e viene divisa in 3 stadi peculiari:

  • stadio 1, e dunque test specifico al fine di valutare lo stato salutare del soggetto affetto da dislessia. Importanti risultano essere gli esami della vista e dell’udito, al fine di comprendere se le complessità nel leggere e nello scrivere siano legate a problematicità visive ed uditive. Nel caso in cui dovessero essere regolari, si concretizza la patologia
  • stadio 2, e dunque redazione dei fastidi principali, attraverso esami di lettura, scrittura e comprensione di testi. A seguito di questi, risulta possibile redigere una diagnosi specifica
  • stadio 3, e dunque ricongiungimento di qualsiasi risultato estrapolato dagli esami cui è stato sottoposto il soggetto. In aggiunta, in codesta fase viene redatta la terapia specifica in relazione ai problemi evidenziati dal soggetto

Per i fastidi peculiari della cognizione, gli specialisti redigono una fascia d’età media per la diagnosi. Codesta età risulta essere un limite antecedentemente al completamento inadeguato o improprio, dovuto ad una successione di cause.

Difatti, la fascia d’età minima risulta essere attorno agli 8 anni, e dunque alla fine della seconda elementare. I soggetti durante la fase adulta soffrono di dislessia senza diagnosi e dunque necessitano di esami particolari che permettono di comprendere lo stadio patologico. In tal caso, si consiglia il consulto specialistico.

Possibili cure della Dislessia

Antecedentemente allo studio degli esami terapici per i soggetti dislessici, risulta essenziale fare fede a fattori essenziali. Così come accade per ulteriori fastidi peculiari della cognizione, la dislessia risulta essere un handicap persistente e non una patologia.

Dunque, fare fede a trattamenti curativi risulta inadeguato e comporta il soggetto a guarire. Ciò nonostante, sebbene la cura della patologia risulti improbabile, risulta probabile che la stessa migliori.

Ad oggi, i soggetti dislessici fanno riferimento a differenti metodologie di terapia, le cui finalità risultano essere:

  • studiare
  • apprendere, al di là delle complessità nel leggere e scrivere

Codeste terapie risultano essere essenziali e prevedono operazioni di educazione e uso di oggetti denominativo come compensativi. Le operazioni di educazione risultano essere redatti al fine di agevolare differenti potenzialità, quali:

  • potenzialità di congiungere lettere dell’alfabeto a suoni
  • potenzialità di lettura
  • potenzialità di comprensione
  • potenzialità in relazione alla propria proprietà di linguaggio

Coloro che svolgono codeste terapie risultano essere gli specializzati in dislessia e nei fastidi dell’apprendimento. Per quanto concerne gli strumenti tecnologici, prevedono computer e software che utilizzano la voce ai libri digitali e alle lavagne interattive. L’obbiettivo prevede la compensazione delle infermità del soggetto affetto da dislessia.

In Italia, l’uso di strumenti di compensazione risultano messi in conto per legge. Contrariamente a quanto succede in ulteriori paesi Europei, in Italia i soggetti adulti affetti da dislessia manifestano complessità ad utilizzare codesti supporti.

Questo ripercuote le probabilità del dislessico di lavorare. Pertanto, la dislessia risulta essere una patologia che persiste. Ciò nonostante, oggi giorni, mediante le pratiche di supporto, i soggetti affetti da dislessia hanno vantaggi benevoli dai trattamenti.

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