Fontanelle nel neonato: cosa sono, a cosa servono e quando si chiudono

Fontanelle nel neonato: cosa sono, a cosa servono e quando si chiudono

Il denominativo fontanella discende dalla possibilità di ascoltare il battito, similmente ad una fontana di ridotte dimensioni. Le fontanelle presentano tessuto molle e fibroso, sebbene risultino essere alquanto riluttanti e sono poste fra le svariate ossa del cranio.

La compresenza incentiva la possibilità da parte del cranio di rimodellarsi e dunque di oltrepassare mediante il condotto del parto alla venuta. In aggiunta, la fontanella incentiva la velocizzata crescita del cranio, che subentra soprattutto nel corso dei primi mesi.

Complessivamente le fontanelle risultano essere 6, sebbene realmente risultino essere soltanto due, la fontanella maggiormente grande si trova davanti, contrariamente a quella di ridotte dimensioni, la quale è posta indietro. Quelle ulteriori, risultano essere talmente di ridotte dimensioni che quasi non si sentono.

La fontanella posta dinanzi, denominata bregmatica, risulta essere la fontanella di elevate dimensioni e percettibili maggiormente. Presenta conformazione romboidale e grandezza compresa fra i 2 cm e i 4 cm. La fontanella dietro presenta una conformazione a triangolo e risulta essere grande 1 cm.

A cosa servono le fontanelle nel neonato?

La fontanella nel bambino permette al cranio del neonato di avere una determinata duttilità, ottimale non soltanto durante la nascita al fine di permettere il passaggio mediante il canale del parto, così come successivamente alla venuta al mondo, al fine di avvantaggiare l’encefalo di crescere meglio durante i primi mesi di crescita. Le fontanelle, dunque, risulta essenziali durante il primo anno, in quanto permettono al cervello di crescere meglio.

Quando si chiudono le fontanelle nel neonato?

Nel momento in cui il tessuto delle ossa si è posizionato nel tessuto fibroso e risulta impossibile percepire la palpabilità delle fontanelle, risulta possibile affermare la chiusura delle stesse. Codesto procedimento, non accade simultaneamente e risulta possibile la durata sino a 2 anni di età.

Generalmente, tra le due fontanelle:

  • quella indietro, scompare durante le 6 settimane e i 3 mesi di vita
  • quella dinanzi, si avvia alla scomparsa intorno ai 6 mesi fino a chiudersi totalmente fra i 18 e i 24 mesi

Seppur in codesta situazione, così come accade per la grandezza, risulta opportuno affermare che vi è una differenziazione soggettiva, una fontanella risulta possibile si chiuda antecedentemente all’altra.

Risulterà pertanto essere funzione dello specialista di pediatria redigerlo, controllarlo nel corso dello sviluppo della crescita del cervello ed evidenziare la compresenza di ulteriori lesioni cliniche. Le fontanelle, pertanto, non soltanto incentivano il rimodellamento del cranio nel corso del decorso nel canale del parto, ma permettono alle ossa del cranio di adattarsi allo sviluppo del cervello, il quale risulta essere velocizzato soprattutto nel corso del 1° anno di vita.

L’occlusione prematura dunque causa una precoce occlusione ossea del cranio che dunque incrementa lo sviluppo in maniera irregolare e comporta problematicità maggiormente rischiose causa dell’assenza di zone bastevoli allo sviluppo del cervello nel contenitore che diviene eccessivamente ridotto al fine di mantenerlo. Spesso, le fontanelle risultano percettibili con complessità, risultando occluse, sebbene realmente risultano essere schiuse e incentivano il contiguo sviluppo del cranio.

Risulterà pertanto essere lavoro dello specialista della pediatria, durante la redazione della cartella salutistica e dei controlli, tenere sotto osservazione la grandezza delle fontanelle e controllare la contiguità regolare dello sviluppo del diametro cranico mettendola a confronto con numeri denominati percentili che consentono di controllare nel decorso temporale la crescita del capo.

Nel caso in cui la chiusura dovesse essere prematura e ci dovesse essere una ridotta crescita del capo, risulterà essenziale svolgere le raccomandazioni dello specialista e svolgere esami accurati. Un ritardo nell’occlusione delle fontanelle richiede uno studio completo del neonato. Dovranno difatti essere studiate le ulteriori tracce cliniche che permettono la diagnosi accurata.

Determinate patologie, soprattutto l’ipotiroidismo e il rachitismo ed ulteriori sindromi quale la sindrome di Down, permettono difatti di subentrare ugualmente con un allentamento nell’ossificazione del cranio e dunque con la compresenza di fontanelle grosse a differenza dell’età del bambino. Solitamente, le fontanelle risultano percettibili con il bambino quando esso e seduto e quieto.

In tal momento, il tessuto fibroso delle fontanelle risulta essere al medesimo stadio delle ossa del cranio e risulta essere regolare evidenziare con le dita i battiti. Tuttavia, la fontanella risulta possibile si presenti incanalata oppure maggiormente innalzata a differenza delle ossa regolari. Una fontanella che risulta percepibile inferiormente alle ossa risulta essere solitamente coesa alla deidratazione del bambino e risulta essere un campanello d’allarme.

Generalmente, ciò accade nel momento in cui i liquidi assimilati risultano non essere bastevoli oppure non controbilanciano quelli che risultano manchevoli. Il movente peculiare della deidratazione risultano essere:

  • non cibarsi accuratamente durante l’allattamento oppure la somministrazione del latte in polvere
  • patologie quali dissenteria, rigurgito e febbre alta
  • rimanere per un lungo lasso temporale nelle zone a temperatura elevata oppure surriscaldate.

La deidratazione risulta essere tuttavia coesa ad ulteriori traumi come ridotta minzione, irascibilità, assopimento elevato, cavità orale e labbra essiccate, pianta ovviando la fuoriuscita di lacrime. Nel caso di deidratazione, risulta essenziale consultare uno specialista ed avviare una reidratazione somministrando reidratanti a base di acqua e sali minerali da deglutire nella cavità orale oppure per via endovena.

Una fontanella leggermente innalzata risulta essere regolare, soprattutto nel caso in cui il bambino piange oppure risulta percettibile pur essendo sdraiato. Tuttavia, una fontanella prominente, innalzata e percettibile in un bambino seppur esso sia seduto e quiete risulta essere movente di una problematicità alquanto gravosa. Sta a rappresentare difatti che internamente al cranio risulta probabile la formazione di un eccedenza di liquido o lo sviluppo di una massa che causa l’innalzamento della fontanella.

Solitamente i bambini hanno una particolare dermatite che risulta percettibile superficialmente al cuoio capelluto, denominata dermatite seborroica con desquamazioni ispettive e unte. Spesso la famiglia manifesta paura di svolgere il trattamento raccomandato per timore di causare malessere al bambino per la compresenza, dunque, delle fontanelle.

Realmente, con una ridotta accortezza risulta possibile adoperare sostanze particolari raccomandate al fine di eliminare le desquamazioni mediante utilizzo di un pettine piccolo. Dunque, è opportuno affermare che il tessuto delle fontanelle, seppur non presenti la solidità dell’osso, risulta essere alquanto riluttante. Tuttavia, nel caso di lesioni del capo risulta vantaggioso controllare la salute e sottoporre il soggetto ad un controllo dal pediatra.

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