Occhio di Horu: storia, significato e simbolismo per massonerie e Buddhismo

Occhio di Horu: storia, significato e simbolismo per massonerie e Buddhismo

Tutti conoscono il simbolo dell’Occhio di Horus, detto anche occhio di Horo: si tratta di un classico simbolo egizio, che si rinviene in numerosi geroglifici.
Il nome in questione deriva dalla lingua egizia, wḏȝ – udjat (che significa sia ‘protezione’ che ‘perserverare’).

Storia dell’Occhio di Horu

L’Occhio di Horus è il simbolo della prosperità, della salute, del potere del re. Nella tradizione egizia, esso è simbolo della Dea Wajdet, chiama anche Edjo o Uto.
Con l’arrivo del sincretismo, l’Occhio di Horus viene associato all’occhio di Ra ed i due termini diventano sinonimi. Ciò nonostante, è bene tenere da conto che l’Occhio di Horus e l’Occhio di Ra presso gli antichi Egizi avevano due significati molto precisi e distinti. 

Il mito di Horus o Horo

Horus era il Dio del cielo e dio del sole. Era rappresentato con la testa di un falco, e secondo la tradizione era collegato alla misericordia ed alla luce. Amuleti che rappresentano l’Occhio di Horus sono stati trovati nelle tombe di antichi re egizi. Erano simboli di indistruttibilità, regalità, e rinascita.
Secondo il mito egizio, Horus voleva vendicarsi dell’uccisione del padre Osiride (compiuta dal fratello Seth, o Anubi) ma nello scontro con Seth perse l’occhio sinistro, che si spezzò in sei parti.
Un’altra versione del mito narra che l’Occhio di Horus sarebbe caduto dal cielo, ma siccome non veniva trovato Horus si dotò di uno artificiale. 

Simbologia dell’Occhio di Horus

Il simbolo dell’Occhio di Horus consiste in un amuleto di protezione, ma non solo dal male esterno, ma anche di protezione e guida quando si medita alla scoperta del proprio Io interiore.
L’Occhio di Horus sarebbe la rappresentazione della parte del Sè sempre cosciente e sveglia, all’erta rispetto ad eventuali attacchi esterni: ecco perché gli si attribuisce un compito di protezione. L’amuleto dell’Occhio di Horus viene rappresentato su papiri, incisioni, amuleti ed è il simbolo della rigenerazione.
Nella matematica egizia, l’Occhio di Horus veniva anche usato come traduzione delle unità di misura dei cereali e nelle frazioni: aveva quindi uno scopo anche pratico.

La massoneria, il buddismo e l’Occhio di Horus

Il motivo per cui una parte della massoneria si è appropriata di questo simbolo si deve rinvenire nel fatto che essi credevano che gli scalpellini e gli architetti egizi conoscessero le tecniche segrete (tutt’ora ipotizzate ma ignote) della costruzione delle piramidi; inoltre l’Occhio di Horus è diventato il simbolo dell’occhio onnisciente di Dio che tutto vede in ogni istante.
Secondo alcune teorie del complotto, l’adozione del simbolo dell’occhio che tutto vede da parte della massoneria sarebbe da spiegare con la loro supposta volontà di soggiogare tutto il mondo al NWO, Nuovo Ordine Mondiale.

L’Occhio di Horus è anche presente nell’immagine buddhista dell’occhio del mondo, simbolo di Buddha che tutto vede e di Buddha il compassionevole.
L’occhio che tutto vede, occhio della provvidenza, rappresenta nel Buddismo ‘l’occhio del mondo’. Si tratta di quella figura che nel buddismo è il terzo occhio, che simboleggia non solo l’onniscienza, anche la saggezza e la compassione. Molte statue di Buddha lo riportano scolpito.

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